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Le linee guida dell’arredamento.
Senza pretendere di essere architetti o designer, si possono mettere in atto utili consigli, stratagemmi e accorgimenti per arredare e presentare al meglio il nostro piccolo rifugio: avere un’idea ispiratrice che guidi le nostre scelte di decorazione, scegliere una palette cromatica armoniosa, saper accostare colori e texture e tanto altro.

Zona Living: perchè no?

Ebbene si: anche noi proprietari di microappartamenti abbiamo diritto alla nostra zona living! Pensate sia impossibile riuscire a ritagliarla in un appartamento di appena 30-35 metri quadrati? Non lo è affatto!

Dipende tutto dalle proprie esigenze: quanto spazio siete disposti a sacrificare per il vostro living?

Vi piace ricevere amici offrendo loro un aperitivo e quattro chiacchiere?

O preferite soltanto un angolino tutto vostro per la lettura?

E ancora, vorreste poter ospitare qualcuno per qualche notte?

Si può rispondere affermativamente a ciascuna di queste domande!

Ovviamente, se volete avere uno spazio d’intrattenimento comodo per 4 o addirittura 6 persone, dovrete sacrificare al living gran parte dello spazio, ritagliandolo dalla cucina o dalla zona notte, a seconda dei vostri gusti e della disposizione della casa.

Ma in ognuno dei casi sopra citati, la prima regola aurea da seguire è: IL VOSTRO SALOTTO NON DEVE SEMBRARE UNO SHOWROOM! Deve essere accogliente, e invitare la gente a sedersi ovunque vogliano!

Ovviamente, la prima cosa da fare nella vostra minicasa, sarà quella di definire lo spazio del vostro salotto. A differenza degli altri appartamenti, un monolocale si chiama così proprio perchè è un unico locale senza pareti divisorie (eccetto quelle del bagno). A meno che non decidiate inopinatamente di erigere delle pareti voi stessi (in genere la cosa è impossibile, non solo per lo spazio esiguo, ma per una questione di luce naturale), non restano che due sistemi per definere lo spazio. Il primo, e più dispendioso, ma sicuramente d’effetto, è quello di ribassare il soffitto con un controsoffitto in cartongesso in cui inserirete poi il sistema di illuminazione (cosa proposta precedentemente anche per delineare la zona-cucina, nell’articolo “Fiat Lux!”) o creando, sempre col cartongesso, una cornice a soffitto in cui applicare l’illuminazione.

Soffitto ribassato con controsoffitto in cartongesso. La zona living, con divani e televisione, risulta ben definita rispetto a quella pranzo, in primo piano.
Soffitto ribassato con controsoffitto in cartongesso. La zona living, con divani e televisione, risulta ben definita rispetto a quella pranzo, in primo piano.
Cornice in cartongesso con illuminazione integrata: il risultato è il medesimo, ma l'effetto è forse maggiore.
Cornice in cartongesso con illuminazione integrata: il risultato è il medesimo, ma l’effetto è forse maggiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo modo per delineare il vostro spazio living, è decisamente meno costoso ma comunque efficace: usare un tappeto! Il tappeto definisce e àncora lo spazio, rendendo la zona, per quanto piccola, ben delineata e strutturata. Inoltre, qualunque sia il colore o il materiale di cui è fatto, trasmette sempre una sensazione di morbido confort e calore. E’ vero: il tappeto va pulito! Ma oggi giorno ne esistono di tantissime varietà, tra cui il PVC che è perfettamente lavabile addirittura senza doverlo spostare! Oppure, in cotone, che basta metterlo in lavatrice a basse temperature per farlo tornare come nuovo. Senza contare che cotone e PVC, rispetto ai classici tappeti di filati di lana o seta, costano decisamente molto meno!

Il tappeto delinea perfettamente la zona relax (Tappeto Nordi in pelo raso di Maisons du Monde a € 159,90; la poltrona e il poggiapiedi sono della linea vintage Iceberg, sempre di Maisons du Monde)
Il tappeto delinea perfettamente la zona relax (Tappeto Nordi in pelo raso di Maisons du Monde a € 159,90; la poltrona e il poggiapiedi sono della linea vintage Iceberg, sempre di Maisons du Monde)
Tappeto in PVC Ilario di Maisons du Monde (€ 17,99)
Tappeto in PVC Ilario di Maisons du Monde (€ 17,99)
Tappeto in cotone Croisièr di Maisons du Monde (€ 17,99)
Tappeto in cotone Croisièr di Maisons du Monde (€ 17,99)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta definito lo spazio del vostro living, è ora di capire come volete arredarlo, e di conseguenza, che decidiate quali sono le vostre priorità. Se amate la convivialità e decidete di preferire il salotto alla cucina o alla zona pranzo, dedicandogli quindi uno spazio importante, allora avrete bisogno di un divano (se ci sta, anche da tre posti), di almeno una poltrona e di un tavolino. Non è necessario che siano uguali, anzi! Il risultato è più d’effetto e personale se sono spaiati!  Il divano, essendo un pezzo molto grande, è preferibile che sia di un colore neutro, mentre i tessuti sgargianti li potete utilizzare per i cuscini o il plaid con cui lo decorerete. Come il tappeto, il divano contribuisce a definire lo spazio e a dare stabilità alla composizione. Usatelo quindi come divisorio vero e proprio, magari dalla cucina o dalla zona-letto. Se poi avete voglia di ospitare qualcuno di tanto in tanto, allora scegliete un divano-letto. Ce ne sono di belli e comodi anche a soli 2 posti! In questo caso, però, abbiate l’accortezza di scegliere un tavolino facilmente spostabile, o ancora meglio con le rotelline, in modo da fare velocemente spazio al letto da estrarre dal divano.

Il divano vintage Iceberg di Maisons du Monde è proposto in vari colori pastello, tutti adorabili. Costa € 369,90 ed è a due posti (abbondanti: se ci si strizza, ci si sta anche in tre!)
Il divano vintage Iceberg di Maisons du Monde è proposto in vari colori pastello, tutti adorabili. Costa € 369,90 ed è a due posti (abbondanti: se ci si strizza, ci si sta anche in tre!)
Il divano-letto Elliot di Maisons du Monde è largo 140cm: da chiuso è un comodo divanetto per due, da aperto diventa un letto addirittura Queen Size! Costa €229,90 ma bisogna aggiungerci la fodera, che è a parte ed è in varie fantasie, tutte a € 99,90.
Il divano-letto Elliot di Maisons du Monde è largo 140cm: da chiuso è un comodo divanetto per due, da aperto diventa un letto addirittura Queen Size! Costa €229,90 ma bisogna aggiungerci la fodera, che è a parte ed è in varie fantasie, tutte a € 99,90.

 

A questo punto aggiungete una o due poltrone, a seconda dello spazio rimasto, e rigorosamente spaiate. Potete scegliere la classica poltrona comoda, con la seduta profonda e lo schienale lievemente reclinato, oppure un’intramontabile bergère, più rigida e formale. L’importante è che il risultato finale sia armonioso, e potrete uniformarlo distribuendo cuscini della stessa fantasia su tutte le sedute.

La Bergère in lino Manoir di Maisons du Monde è sinuosa e formale al tempo stesso (€ 328,90)
La Bergère in lino Manoir di Maisons du Monde è sinuosa e formale al tempo stesso (€ 328,90)
Stravagante ma estremamente comoda, la poltroncina a dondolo Gullholmen di Ikea in fibra di banano (€ 59,99)
Stravagante ma estremamente comoda, la poltroncina a dondolo Gullholmen di Ikea in fibra di banano (€ 59,99)
Vintage e di un bel giallo pop, è Iceberg di Maisons du Monde (€ 299,90)
Vintage e di un bel giallo pop, è Iceberg di Maisons du Monde (€ 299,90)

 

 

 

 

 

 

 

 

Manca ora un bel tavolino su cui appoggiare drink, riviste e i piedi quando si guarda la televisione. Potete anche sostituire il tavolino con un pouf, che potreste quindi riutilizzare alla bisogna come seduta di scorta. Questa soluzione è ottimale anche nel caso in cui decidiate di ritagliarvi soltanto un piccolo spazio living, costituito soltanto da una zona relax con poltrona e tavolino: in questo caso, il pouf è l’ideale, perchè quando sarete soli lo potrete usare come tavolino o poggiapiedi, mentre se avrete qualche ospite lo potrete usare come seduta aggiuntiva.

Il Tavolino Graphique di Maisons du Monde è pratico e leggero, dal design minimal che si adatta un po' a tutti gli stili. Costa solo € 29,99 (Maisons du Monde)
Il Tavolino Graphique di Maisons du Monde è pratico e leggero, dal design minimal che si adatta un po’ a tutti gli stili. Costa solo € 29,99 (Maisons du Monde)
tavolini ikea
I tavolini Hatten e IKEA PS 2014 di Ikea sono semplici e funzionali: entrambi sono contenitori, maneggevoli e facili da spostare. Hatten (€ 29,99) ha anche la parte superiore estraibile, che diviene così un pratico vassoio. (IKEA PS 2014 costa € 59,99)
tavolino a rotelle in metallo Garden Factory 59,99
Garden Factory di Maisons du Monde è in metallo verde chiaro, ha il cestellino estraibile che diventa quindi un comodo contenitore, e le rotelline per essere spostato dove volete! (€ 59,99)

 

Set di tre tavolini estraibili ARCACHON 199,90
Il set di tre tavolini Arcachon di Maisons du Monde (€ 199,90) si può compattare infilandoli uno dentro l’altro, oppure triplicarne la superficie d’appoggio estraendoli tutti!
set due tavolini in vetro
Per creare un effetto ancora più armonioso (e se ne avete lo spazio) accostate due tavolini uguali in maniera simmetrica, piuttosto che un unico tavolo più grande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E ora che avete finito di arredare la vostra zona-living (estesa o angolino che sia) non vi rimane che godervela!

 

Prime impressioni.

Non avrai mai una seconda possibilità di dare una prima impressione!” Da dove iniziare ad arredare la nostra microcasa?

Dall’ingresso, ovviamente.

E molti di voi si chiederanno: QUALE INGRESSO?!? Spesso un miniappartamento ha la porta d’ingresso direttamente sul monolocale. Questo non significa che non ci si possa ritagliare un piccolo spazio d’accoglienza.

Perchè l’ingresso di una casa è proprio questo: una sorta di maggiordomo che accoglie, prende in custodia giacche e cappelli, e restituisce tali oggetti all’uscita. In più la zona d’ingresso può (e in realtà lo fa sempre) esprimere il tono della casa, lo stile di vita di chi ci abita.

Per noi abitanti di miniappartamenti arredare questo angolo di casa sarà relativamente facile, proprio perchè piccolo, e ci aiuterà a “farci le ossa” per gli altri spazi della casa. In realtà, ciò che serve davvero per un ingresso sono pochi oggetti d’arredamento, ma se li scegliamo con criterio e buon gusto, daranno quella giusta “prima impressione” che vogliamo lasciare a chi ci viene a trovare non appena entra in casa.

Per circoscrivere ed evidenziare l’area d’ingresso in un monolocale o miniappartamento in cui un corridoio non c’è, possiamo attuare alcuni accorgimenti:

– possiamo ribassare di 15cm il soffitto con un controsoffito in cui posizioneremo dei faretti ad incasso; meglio ancora se dipingeremo i lati del controsoffitto di un colore brillante, o comunque in netto contrasto con le altre pareti della casa;

– senza fare interventi di muratura, possiamo semplicemente dipingere le pareti della zona d’ingresso con colori in contrasto con le altre pareti, o applicare una carta da parati dai motivi sgargianti e arditi, stando attenti a scegliere colori e motivi che ci piacciano particolarmente: non ci stancheranno subito (l’ingresso è piccolo, ed è un luogo di passaggio) e comunicheranno subito qualcosa della nostra personalità a chi ci viene a trovare.

Una carta da parati stravagante, se limitata all'ingresso, ci aiuterà a comunicare meglio gli aspetti della nostra personalità, e a darne a quella zona.
In un ingresso piccolo si può osare utilizzando una carta da parati appariscente o oggetti di decor stravaganti: il risultato sarà personale e chic!

Una volta evidenziata la zona d’ingresso, passiamo agli oggetti che ci occorrono per arredarla. Ripensiamo al nostro maggiordomo: deve accogliere, prendere in custodia e restituire oggetti.

Per accogliere non c’è niente di meglio di un piano d’appoggio come un tavolino, una consolle o una mensola su cui poter appoggiare il cellulare, le chiavi, gli occhiali da sole; uno specchio, per potersi dare un’ultima sistemata prima di affrontare il resto della casa, o prima di lasciarla; una seduta, come una panca, una sedia o uno sgabello su cui appoggiare la borsa, o sedersi un attimo per togliersi o infilarsi le scarpe (e inoltre danno un’immediata sensazione di confort visivo); e infine una fonte di luce, per accogliere, permetterci di guardarci attorno o allo specchio, come una lampada (o ancora meglio una coppia di lampade), un’applique o una sospensione (ma attenzione! Le sospensioni non devono mai dare l’impressione di abbagliare o incombere sulle persone!)

Non abbiate paura di scegliere oggetti ricercati e un po’ bizzarri, come uno specchio antico e arzigogolato, o un paio di lampade vintage, o una seggiola strana e spaiata rispetto a tutto il resto dell’arredamento (la famosa “sedia clandestina”): tutto contribuirà a dare un taglio personale al vostro ingresso.

Una consolle, una bacheca per le note da non dimenticare, un vassoio su cui appoggiare le scarpe: reinterpretazione minimal di un ingresso, ma con forte personalità!
Una consolle, una bacheca per le note da non dimenticare, un vassoio su cui appoggiare le scarpe: reinterpretazione minimal di un ingresso, ma con forte personalità!
Un ingresso classico, strutturato su un'unica parete: mobile con due lampade gemelle, specchio e seggiola.
Un ingresso classico, strutturato su un’unica parete: mobile con due lampade gemelle, specchio e seggiola.
Un insieme armonico e piacevole, oltre che personale: consolle trasparente, lampada bianca moderna che contrasta con lo specchio esotico e la pila di valigie vintage che, oltre all'effetto di décor, riempiono perfettamente lo spazio vuoto al di sotto della consolle.
Un insieme armonico e piacevole, oltre che personale: consolle trasparente, lampada bianca moderna che contrasta con lo specchio esotico e la pila di valigie vintage che, oltre all’effetto di décor, riempiono perfettamente lo spazio vuoto al di sotto della consolle.

Invece, per quanto riguarda il prendere in custodia e restituire, ci affidiamo ad attaccapanni, ganci, ceste, contenitori, portaombrelli. Sbizzarritevi anche con questi oggetti, scegliendone alcuni che magari non sono stati creati allo scopo a cui voi invece li destinerete: un grosso vaso come portaombrelli, una vecchia persiana come portariviste, una cornice come lavagna per gli appunti.

Vaso-Stivale come portaombrelli: originale!
Vaso-Stivale come portaombrelli: originale!

L’importante, per un ingresso piccolo come inevitabilmente sarà quello di un miniappartamento, è di assegnare un posto a ciascun oggetto, definendolo con un gancio , un vassoietto, un cestino, ciascuno adibito al contenimento di uno specifico oggetto (chiavi, monetine, posta, cappelli, guanti, giacche e sciarpe).

Le ceste nella panca e quelle nell'appendiabiti aiutano a riporre gli oggetti di casa e degli ospiti.
Le ceste nella panca e quelle nell’appendiabiti aiutano a riporre gli oggetti di casa e degli ospiti.
Ingresso minimal: mensola con cesti e semplici ganci, ma che assolvono perfettamente alla loro funzione!
Ingresso minimal: mensola con cesti e semplici ganci, ma che assolvono perfettamente alla loro funzione!
Anche utilizzando pochi mobili moderni si può ottenere un effetto chic, purchè accostandoli con semplicità e funzionalità.
Anche utilizzando pochi mobili moderni si può ottenere un effetto chic, purchè accostandoli con semplicità e funzionalità.

Quale che sia lo stile, gli oggetti e i colori che scegliate, cercate sempre di seguire il vostro gusto e il vostro buon senso: non potrete fallire, e il risultato sarà sicuramente personale e speciale, come voi!

Pareti scure, passatoia leopardata, consolle elegantemente nera con specchio dorato, due belle lampade per creare un'atmosfera più accogliente. In contrasto, due sedie rosa shoking, e per finire, uno sgabellino "clandestino" infilato sotto la consolle per riempirne il vuoto. Ardito, chic e perfetto!
Pareti scure, passatoia leopardata, consolle elegantemente nera con specchio dorato, due belle lampade per creare un’atmosfera più accogliente. In contrasto, due sedie rosa shoking, e per finire, uno sgabellino “clandestino” infilato sotto la consolle per riempirne il vuoto. Ardito, chic e perfetto!

Questo mese IKEA dedica uno speciale all’organizzazione degli spazi e degli oggetti,  e non mancano i consigli per l’ingresso. “Il benvenuto si vede dall’ingresso” è davvero ricchissimo di spunti!

Fiat Lux!

Una buona illuminazione va considerata un presupposto indispensabile dello stile” ci spiega Deborah Needleman nel già citato libro “La casa deliziosamente imperfetta“.

Credo che tutti noi possiamo ammettere quanto sia indispensabile, se non allo stile quantomeno ad un sensato vivere civile, una corretta illuminazione degli ambienti. E personalmente credo che sia fondamentale “programmarla” soprattutto in un miniappartamento, le cui dimensioni ridotte rendono primaria e imperativa una buona illuminazione per evitare a tutti i costi l’effetto-cantina che inevitabilmente un luogo piccolo e buio rischia di comunicare.

Innanzitutto, la luce naturale:  prima di arredare casa, disporre i mobili e tutte le vostre cianfrusaglie, perdete un po’ di tempo a valutare le dimensioni delle vostre finestre e la loro collocazione. Ad esempio, quelle della mia microcasa  sono due (nell’immagine sotto, in giallo): una piuttosto grande in bagno, e una portafinestra finta (perchè non dà su un balcone: è semplicemente una finestra lunga fino al pavimento con ringhiera protettiva) per il resto del locale. E’ una benedizione, perchè oltre ad essere grande, è affaccia a sud, garantendo una buona e persistente illuminazione naturale dell’ambiente per la maggior parte della giornata e del tempo dell’anno.

Piantina con cucina a U e zona soggiorno.
Piantina con cucina a U e zona soggiorno.

Ciò mi permetterà di avere una cucina sempre ben illuminata e una zona soggiorno adiacente anch’essa inondata di luce per la maggior parte del tempo.

Ma non sempre c’è il sole. Che fare quando scendono le tenebre?

Come disporre correttamente le nostre fonti luminose affinchè creino un’atmosfera accogliente?

Tutti gli arredatori ed interior designer sono unanimi in proposito: perchè una stanza risulti visivamente piacevole deve essere dotata di diversi tipi di punti luce, e ciascuno di intensità differente. L’arredatrice India Mahdavi si spinge a dare i numeri, sempre dispari: sette punti luce per 30 metri quadri, cinque per 20 metri quadri e così via.

Gli arredatori non amano particolarmente  i lampadari a soffitto (Deborah Needleman lo definisce “una spada di Damocle”) e se proprio dobbiamo utilizzarne uno, allora mettiamolo in una posizione decentrata e che sia strano, originale e dotato rigorosamente di varia-luce in modo da evitare l’effetto-interrogatorio quando se ne viene inondati.

Lampadario "Egg of Columbus" by Seletti. In cartone riciclato, costa circa € 30.
Lampadario “Egg of Columbus” by Seletti. In cartone riciclato, costa circa € 30.
Lampada "Lagos" di Maisons du Monde, € 189.90.
Lampada “Lagos” di Maisons du Monde, € 189.90.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ inoltre un bene variare il tipo e l’intensità dell’illuminazione a seconda degli ambienti. L’ingresso dovrebbe trasmettere una sensazione di ospitalità, è quindi bene prediligere una illuminazione calda ma non troppo forte, possibilmente data da lampade da tavolo o da applique.

Ingresso con consolle, specchio e lampada da tavolo. Lo spazio sotto la consolle è stato piacevolmente riempito da una serie di contenitori a forma di valigie vintage.
Ingresso con consolle, specchio e lampada da tavolo. Lo spazio sotto la consolle è stato piacevolmente riempito da una serie di contenitori a forma di valigie vintage.
Se avete lo spazio, posizionate due lampade simili ma di altezze diverse una vicina all'altra: questa sistemazione insolita darà una valenza quasi sculturale all'insieme, rendendolo unico.
Se avete lo spazio, posizionate due lampade simili ma di altezze diverse una vicina all’altra: questa sistemazione insolita darà una valenza quasi sculturale all’insieme, rendendolo unico.

Inoltre, una lampada costituisce il perfetto punto di partenza per predisporre gli oggetti su un tavolino o una consolle, prendendo spunto dal suo colore, dal suo materiale e dalla sua altezza. Prediligete le “lampade di una volta”, ovvero quelle formate da una base a forma di vaso e con un paralume fissato sopra. Sbizzarritevi con i paralumi, ne esistono tantissimi di svariate forme e colori, di carta o di stoffa, da quelli più economici dell’Ikea a quelli che potete farvi fare (o farvi da soli) su misura da un tappezziere o acquistando la stoffa che più vi piace. Insomma, le lampade da tavolo sono talmente decorative che fanno arredamento anche senza accenderle, se non  altro perchè, con la loro linea verticale, “spezzano” quelle orizzontali della maggior parte dei mobili.

Per quanto riguarda la cucina invece, è necessario che sia sempre ben illuminata, affinchè non vi affettiate un dito mentre tagliate l’insalata per la cena! L’illuminazione a led, oltre ad essere a basso consumo energetico, tende a diffondere una luce più fredda, che è migliore per cucinare rispetto alle luci calde (tipiche delle lampadine ad incandescenza, ad esempio), che potrebbero alterare la percezione dei colori dei cibi che si stanno preparando. E’ inoltre importante che tutta la cucina sia ben illuminata e a questo proposito trovo ottimale la soluzione del controsoffitto con faretti spot direzionabili. Di per sè, i lavori per la creazione di un controsoffitto non sono nè troppo onerosi, nè troppo difficili da effettuare, e dovendolo usare esclusivamente per posizionare dei faretti, non porta via troppi centrimetri, al massimo una dozzina.

Il controsoffitto, inoltre, ha il notevole pregio di delimitare visivamente gli spazi: in un miniappartamento in cui è sconsigliabile erigere pareti o usare mobili troppo alti per delimitare gli spazi (perchè incomberebbero sull’ambiente, rendendolo claustrofobico), un controsoffitto sulla zona-cucina aiuta a delimitare visivamente la zona, con un gradevole effetto estetico e senza aver creato alcun tipo di “barriera”.

Esempio di controsoffitto con faretti spot a led.
Esempio di controsoffitto con faretti spot a led.

Infine, trovo indispensabili le illuminazioni sottopensili: oltre ad aiutare a vederci meglio mentre si utilizzano quegli spazi, una volta finito di cucinare si possono lasciare accese solo quelle, spegnendo l’illuminazione a soffitto, in modo da creare una zona in penombra sicuramente gradevole e quasi romantica…

Esempio di illuminazione sottopensile.
Esempio di illuminazione sottopensile.

Passando alla zona soggiorno, io trovo che sia fondamentale riuscire a ritagliarci un angolino relax, se non con un divano (viste le dimensioni delle nostre microcase), per lo meno con una poltrona. E cosa c’è di meglio di una lampada vicino a questa poltrona?!? Se non abbiamo lo spazio per un tavolino di servizio su cui posare una bella lampada da lettura, allora usiamo una lampada da terra, che oltretutto dona varietà d’altezza all’ambiente. La sua altezza è minore di quanto si pensi: il suo paralume dovrebbe stare sotto il livello degli occhi di chi sta seduto in poltrona, in modo da illuminare la pagina del libro che si sta leggendo, e non la faccia di chi legge.

Twiggy di Foscarini è un cult del design.
Twiggy di Foscarini è un cult del design.
Per tasche meno fornite, bella e vagamente retrò la lampada sferica Pop arancione di Maisons du Monde (€ 79,90)
Per tasche meno fornite, bella e vagamente retrò la lampada sferica Pop arancione di Maisons du Monde (€ 79,90)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se siete dei pianificatori compulsivi come me e, ancor prima di arredare casa, vi siete posizionati i mobili sulla piantina, allora saprete già anche dove mettere la vostra lampada da terra; fate dunque in modo di avere una presa vicina, oppure di riuscire a mimetizzare i cavi a dovere, se non altro per non rischiare di inciamparci e rompervi la testa!

In camera da letto eviterei ad ogni costo la luce a soffitto: il lampadario in mezzo alla camera da letto è fastidioso e poco utile perchè raramente vi dovrebbe servire una forte fonte di luce in questo genere di stanza. Per cercare la borsetta da sera rintanata in un angolo del guardaroba è assai più utile una serie di faretti a led interni all’armadio (o una torcia elettrica) piuttosto che una plafoniera sul soffitto!

Sistemate dunque più punti luce nei luoghi strategici: 1) ovviamente, le abat-jour sui comodini (se avete i comodini: abat-jour rigorosamente spaiate, anche se di altezze simili, sono molto più chic delle abituali “coppie”) dotate di varia-luce, per aumentare l’intensità quando volete leggere, e diminuirla quando… avete altro da fare… oppure una applique con braccio estensibile se non avete lo spazio per un comodino;  2) una lampada da tavolo piuttosto forte sulla consolle che usate come scrittoio o per lavorare col pc, o per farvi la manicure, meglio ancora se ancorata al piano di lavoro con un morsetto, in modo da non occupare spazio vitale; 3) una illuminazione per lo specchio lungo appeso al muro (se non avete le ante a specchio del guardaroba, che personalmente odio): basta posizionarci sopra un’applique tubolare per illuminare i quadri, oppure l’applique con pannello Gyllen di Ikea, in orizzontale; 4) una serie di applique su una o due pareti libere, che emanino una luce calda sopra e sotto, oppure se non avete mobili alti fino al soffitto, potete posizionare una serie tubolare di luci a led sopra di essi, in modo che la luce si rifletta sul soffitto creando un’atmosfera intima e rilassata. Accendendo di volta in volta una o più di queste fonti di luce, la stanza apparirà più intima, accogliente e riposante.

Applique con braccio estensibile "Cologne" di Maisons du Monde (€ 89,90)
Applique con braccio estensibile “Cologne” di Maisons du Monde (€ 89,90)
Lampada da tavolo con morsetto Kiev Blu di Maisons du Monde (€ 39,90)
Lampada da tavolo con morsetto Kiev Blu di Maisons du Monde (€ 39,90)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esempio di applique in cui il fascio di luce esce sia da sopra che da sotto.
Esempio di applique in cui il fascio di luce esce sia da sopra che da sotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ribba di Ikea si aggancia direttamente al quadro (o allo specchio) ed è a Led (€ 29,90)
Ribba di Ikea si aggancia direttamente al quadro (o allo specchio) ed è a Led (€ 29,90)

 

 

 

 

 

 

 

Esempio di luci posizionate sopra l'armadio.
Esempio di luci posizionate sopra l’armadio.

Insomma, giocate con la luce. Utilizzate sempre più fonti luminose, e se proprio vi piacciono i lampadari, utilizzateli con discernimento, ricordandovi sempre che le sospensioni, come i tappeti, definiscono nettamente una zona concentrandovi l’attenzione, e che quindi dovrebbero avere uno scopo ben preciso, come quello di illuminare una zona di lavoro o un tavolo da pranzo. In quest’ultimo caso, prediligete una serie di sospensioni simili, o una a grappolo.

Un esempio di una serie di sospensioni sul tavolo da pranzo, uguali, ma di dimensioni e posizionate ad altezze diverse, creano un piacevole effetto movimentato e azzerano l'effetto-interrogatorio di un unico lampadario.
Un esempio di una serie di sospensioni sul tavolo da pranzo, uguali, ma di dimensioni e posizionate ad altezze diverse, creano un piacevole effetto movimentato e azzerano l’effetto-interrogatorio di un unico lampadario.

Ma in nessun caso affidatevi esclusivamente ad un lampadario centrale per migliorare l’aspetto di una stanza: ricordatevi la “spada di Damocle” che incomberebbe sulle vostre teste!

Per questo post ho consultato anche l’eccellente “Enciclopedia dell’ Illuminazione” edito da Il Castello.

Tanto per iniziare…

Mi sono appena accorta che non ho mai parlato dei “fondamentali”.

Son partita parlando di libri, colori, arredamento, idee salvaspazio e così via, ma non ho mai speso una parola su “da dove si comincia con l’arredare un miniappartamento?” .

Beh, se non abbiamo voglia (e soldi) da spendere con un arredatore o un “interior designer” che dir si voglia, allora qualche consigliuccio bisogna darcelo. E forse qualche informazione, fino ad ora, in realtà è stata data. Ma cerchiamo di organizzarle meglio, in maniera ordinata e programmatica.

Sono dell’opinione che in questa impresa, come in qualsiasi lavoro, l’ordine e le regole siano fondamentali.

  1. Quindi, innanzitutto, procuratevi una planimetria della vostra microcasa. Se siete proprietari, dovrebbe essercene una  all’interno di quel faldone polveroso pieno di scartoffie che avete firmato al momento del rogito o quando avete sottoscritto il mutuo, e che avete sepellito in fondo ad un armadio buio e tempestoso. RECUPERATELA. Se siete dei semplici inquilini potete procurarvela nel modo più pigro -chiedendola al vostro padrone di casa, che a sua volta dovrà recuperarla nel modo sopra descritto- oppure nel modo un po’ più avventuroso, andando cioè al Catasto del vostro Comune. Con una delega del proprietario dell’immobile, o affidandovi ad un tecnico, andate in Catasto a richiedere l’Estratto di Mappa relativo al vostro indirizzo. Dall’Estratto di Mappa si ricavano il Numero del Mappale ed eventuali Sub con cui richiedere la planimetria dell’appartamento. L’intera procedura non è gratuita (i costi variano a seconda del Comune e se vi affidate o meno ad un professionista, ma partono da una base di almeno 50 Euro per la semplice richiesta della planimetria) ma è altamente raccomandata: con una planimetria in mano sarà sicuramente più semplice pianificare i vostri lavori, spostamenti e posizionamenti di mobili. Se vi affidate ad un arredatore o architetto d’interni, tale planimetria sarà OBBLIGATORIA. Ricopiatela (magari ricalcandola su un foglio-lucido) o fatene più copie: avrete la possibilità di sbizzarrirvi con le vostre idee di arredamento!
  2. Ora, con la vostra planimetria in mano, fate un sopralluogo nel vostro miniappartamento per rilevare e segnalare sulla planimetria colonne, sporgenze nei muri, e soprattutto dove sono collocati scarichi dell’acqua, le prese elettriche e i punti luce. E’ fondamentale saperlo per farvi un’idea su dove collocare la cucina economica, il lavello, gli elettrodomestici, ma anche per sapere in anticipo dove potreste mettere un tavolino con sopra una lampada da lettura, o il comodino, oppure se è fattibile fare una derivazione per un’applique da parete. In uno spazio ristretto come quello di un miniappartamento è VITALE poter sfruttare al meglio la luce naturale e posizionare perfettamente quelle artificiali e ogni presa è ORO! Pensate che guaio se prendete le misure per una bella parete attrezzata lunga tre metri e quando l’andate a montare, scoprite che proprio e solo su quella parete ci sono le prese di corrente e che verrebbero coperte dal vostro monumentale acquisto! NON POSSIAMO PERMETTERCI ERRORI DI QUESTO TIPO!
  3. Ora che avete presente la disposione dello spazio nel vostro miniappartamento, pensate immediatamente al colore di pavimento e pareti. In genere, difficilmente si rifà completamente un pavimento: a meno che non sia particolarmente vecchio e brutto, cerchiamo di tenerci quello che c’è. Innanzitutto, può essere tranquillamente coperto per la maggior parte da tappeti o pedane, e poi ci sono soluzioni di rivestimento in pvc o vinile molto pratici e abbastanza economici che, senza smantellare il pavimento esistente e rinunciando a qualche centrimetro di altezza, ci fanno avere una pavimentazione completamente nuova e differente! Ma di questo parleremo altrove… In base, quindi, al colore e al materiale del vostro pavimento, pensate a come tinteggiare le pareti. Vi consiglio di privilegiare colori neutri e chiari per le pareti più estese, mentre per porzioni di pareti più piccole, o per il bagno o l’ingresso (zone di transito o in cui non spendete la maggior parte del vostro tempo) potete anche sbizzarrirvi con tinte più forti, colori più caldi o scuri. Ma a questo proposito, mi sento di spezzare una lancia in favore della carta da parati che è tornata di moda: piuttosto che dipingere una parete, per quanto piccola, del vostro rosso preferito, o di un verde intenso o un giallo canarino, colori che poi, quando ve ne sarete stancati, vi faranno sudare le proverbiali sette camicie per farsi scartavetrare via dal muro, usate della carta da parati, magari con fantasie originali ed eccentriche. Quelle attuali si applicano molto più facilmente rispetto a quelle degli anni ’70, e quando si devono sostituire sono meno faticose da togliere perchè lasciano meno residui collosi  (oppure, più pigramente, potete applicarcene sopra un’altra, o ridipingerla addirittura!). Alcuni rivenditori hanno carte da parati bellissime e sorprendenti, come l’inglese MissPrint o la francese Elitis:
Carta da parati "Saplings" turchese e oro di MissPrint (rotoli da 52cm x 10m £59,95)
Carta da parati “Saplings” turchese e oro di MissPrint (rotoli da 52cm x 10m £59,95)
Carta da parati "Poppy Blush" di MissPrint (rotoli da 52cmx10m £59,95)
Carta da parati “Poppy Blush” di MissPrint (rotoli da 52cmx10m £59,95)
Carta da parati "Eldorado - Ateliér d'Artiste" di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)
Carta da parati “Eldorado – Ateliér d’Artiste” di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)
Carta da parati "Parade - Bazar" di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)
Carta da parati “Parade – Bazar” di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4. Per stabilire i colori delle vostre pareti e della vostra microcasa in generale potete basarvi, oltre che su quello del pavimento, anche su un’idea ispiratrice, come lo è stato per me il quadro di cui ho parlato nel post “L’idea al centro”. Quel quadro, che rappresenta una vista sul mare, mi ha fatto immediatamente pensare ad una palette di colori neutri, che variano dall’avorio, al tortora con punte di azzurro, celeste o turchese.  Ad esempio, avete ereditato una vecchia libreria di ferro e vetro che il vostro papà teneva in ufficio. Potete adottare uno stile “industrial”: questo stile è molto di moda, e privilegiando mobili fatti di metalli vari e dalle linee minimaliste, anche quando sono bruniti o scuri non risultano comunque pesanti e opprimenti. Per le pareti potrete adottare delle semplici tonalità di bianco, tanto saranno i mobili fuori dal comune ad attrarre lo sguardo! Scegliete anche qualche pezzo con del vetro (un tavolino, o una vetrina) e mettete qualche specchio, e la vostra razione di luce ve la sarete guadagnata!

Un esempio di arredamento "industrial" di Maisons du Monde.
Un esempio di arredamento “industrial” di Maisons du Monde.
Tavolino Rouage nero di Maisons du Monde (€ 349,90)
Tavolino Rouage nero di Maisons du Monde (€ 349,90)
Vetrina Fabrikor di Ikea (€ 179)
Vetrina Fabrikor di Ikea (€ 179)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia idea di partenza è stata una folgorazione, un lampo a ciel sereno: dovrebbe essere così anche per la vostra idea al centro. Altrimenti, affidatevi al semplice buonsenso! Se ad esempio avete un bel pavimento di parquet scuro, vi consiglio pareti bianche o tuttalpiù panna, avorio o grigio-perla per riflettere al massimo la luce naturale (visto che le povere pareti, in questo compito, non saranno sicuramente aiutate dal pavimento!), e per l’arredamento di stare su una palette di colori freddi e chiari (azzurro, verde chiaro, lime) oppure caldi ma sempre chiari (giallo primula, rosa shabby), con accenti di colori più scuri e accesi per movimentare e rendere meno noioso l’insiame (rosso, arancione nel primo caso; viola o verde scuro nel secondo).

5. Una volta pitturate le pareti e scelto lo stile della vostra casa, credo che la prima cosa in assoluto da stabilire sia dove mettere la cucina (e in genere è una scelta obbligata: gli attacchi di gas e acqua sono difficili e costosi da spostare!) e scegliere la zona-letto. Nel mio caso, ho sfruttato l’andatura a L della mia microcasa e scelto di collocare la zona notte nella gambina corta della L, separandola il meglio possibile dal living-cucina.

Piantina Microappartamento
Piantina Microappartamento
Particolare della piantina con evidenziata la zona-notte.
Particolare della piantina con evidenziata la zona-notte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho fatto questa scelta perchè ho deciso, fin dall’inizio, di avere un letto queen size (140cm di larghezza) FISSO, e di non ripiegare su una soluzione salvaspazio come divano-letto o letto a ribalta (vedi l’articolo “Letto che scompare o letto che non è un letto?”) che mi avrebbe costretta tutte le sere ad aprire il letto, e tutte le mattine a richiuderlo (son pigra, lo so). Questa scelta mi ha tolto inevitabilmente uno spazio-studio o spazio-salotto che avrei potuto rendere assai più grande, in favore di una vera e propria (anche se piccola) camera da letto. Al posto mio molti di voi avrebbero fatto altrimenti, e siete liberissimi di farlo: è una questione di priorità! Arredate la vostra casa secondo le vostre esigenze, non seguendo i consigli di qualcun altro che, in casa vostra, non abiterà mai!

A dire il vero esisterebbe una soluzione “di mezzo” che non ho potuto realizzare perchè costosa, ed è il soppalco. NON questo soppalco, che francamente non saprei come rifare il letto e mi verrebbero le vertigini a salire e scendere dalla scaletta (ma è un limite mio, eh! Se piace a voi, liberissimi di comprarlo!):

Struttura per letto a soppalco "Stora" di Ikea (cm 140x200, € 239)
Struttura per letto a soppalco “Stora” di Ikea (cm 140×200, € 239)

Ma QUESTO soppalco, regolabile elettricamente in altezza (cioè, hai un telecomando che fa salire e scendere il soppalco, e comodi e larghi gradoni per salirci):

Letto a soppalco "Rising" di Cinius (circa € 5.700, ora in offerta a € 3.200)
Letto a soppalco “Rising” di Cinius (circa € 5.700, ora in offerta a € 3.900)

Ecco, QUESTO è un signor soppalco, che anche una personcina pigra come me vorrebbe avere!

Avete scelto, quindi, dove mettere letto e cucina?

Bene, abbiamo allestito la scena e siamo pronti a salire su palco!

Ora possiamo iniziare ad arredare il nostro miniappartamento!

Trova l’intruso

Spesso quando arrediamo la nostra microcasa, la “palette di colori” che abbiamo scelto perchè rispecchia fedelmente la nostra idea di partenza (quella attorno cui ruota tutto il nostro “concept” di casa, insomma), tende a prenderci la mano. In altre parole, corriamo il rischio di creare un ambiente “troppo uniforme” a livello visivo, sia per colori, sia per materiali. E sebbene l’uniformità, la simmetria e l’armonia siano sempre auspicabili, il rischio è che il risultato sia un ambiente sterile, troppo patinato, troppo perfetto, da “rivista” insomma, ma che non rispecchia a sufficienza la nostra personalità.

Ci ritroviamo con un microappartamento senza carattere.

A questo proposito, Deborah Needleman, autrice del bellissimo “La casa deliziosamente imperfetta” (Mondadori, € 29,90), ha tantissime idee da proporvi per non imbattervi in questo rischio. Vi consiglio caldamente il libro, perchè è delizioso, divertente, “veloce” da leggere e davvero ricchissimo di consigli di stile. Ma nel frattempo, se vi accontentate, perliamone un po’ anche qua.

Per dare un tocco personale alla stanza (o, come nel nostro caso, all’unica stanza) basta davvero poco: sforzatevi di introdurre nella palette di colori, un colore d’accento. Il colore d’accento è un colore in netto contrasto con la palette cromatica, ad esempio:

In questa palette dai toni neutri/freddi, l’accento è rappresentato dall’unico colore caldo, l’arancio.
In questa palette dai toni freddi, l'accento è il color rosa pesca, un colore caldo.
In questa palette dai toni freddi, l’accento è il color rosa pesca, un colore caldo.

 

 

 

 

Ma l’accento non deve dilagare, deve essere presente in piccole quantità, e possibilmente ripetersi soltanto due o tre volte, in oggetti diversi e non troppo ravvicinati. Può essere ad esempio un cuscino arancione sul divano, un vaso dello stesso colore sul tavolo e dei nastri arancione alle tende della finestra.

Già con questo piccolo accorgimento cromatico si avrà salvato la stanza dalla monotonia di un’armonia troppo perfetta.

Ma meglio ancora sarebbe introdurre nell’insieme un oggetto stravagante, stridente, il classico “intruso”, che preso di per sè potrebbe addirittura sembrare brutto o inutile, ma che nel contesto della stanza indica “ironia nell’arredare, e quindi autoironia“, per dirla come Deborah Needleman.

Può essere un vecchio pezzo di arredamento cui siete particolarmente legati (quello che Deborah Needleman chiama scherzosamente un “inteneritore”): anche se sembra stonare col resto del mobilio, non importa. Sarà il vostro affetto verso quell’oggetto a giustificarne l’esistenza nella vostra casa e a renderlo imprescindibile, perchè “la persona davvero chic è capace di intenerirsi e antepone l’affetto allo stile e in questa ottica perfino le cose di pessimo gusto diventano divertenti“.

Oppure può essere un comune e normalissimo oggetto d’arredamento, ma messo nel posto “sbagliato” o utilizzato per uno scopo diverso da quello per cui sarebbe stato creato. L’effetto è di sorpresa e divertimento, ma segnala anche la forte personalità del padrone di casa, perchè “certe cose, messe dove non dovrebbero stare, indicano che voi avete il controllo della situazione in casa e non il contrario.”

Specchio "incorniciato" dalle persiane di una finestra. Un modello simile è "Constance", in vendita a € 59,90 da Maisons du Monde.
Specchio “incorniciato” dalle persiane di una finestra. Un modello simile è “Constance”, in   vendita a € 59,90 da Maisons du Monde.
Una scala a pioli ridipinta e usata come portariviste. Una simile la potete trovare già pronta da Zara Home a € 59,90.
Una scala a pioli ridipinta e usata come portariviste. Una simile la potete trovare già pronta da Zara Home a € 59,90.
Una sedia vintage usata come tavolino per dei libri e un bel vasetto di rose rosse.
Una sedia vintage usata come tavolino per dei libri e un bel vasetto di rose rosse.

Infine, si possono scegliere semplicemente dei mobili o dei complementi d’arredo stravaganti (ma mai più di uno o due per stanza, se no si rischia di creare confusione e soprattutto di sembrare troppo stravaganti noi).

Non è necessario ricorrere al design e spendere un sacco di soldi. Se avete una buona manualità e tempo libero, potete dedicarvi al fai-da-te (e ne parleremo più tardi). Altrimenti potete semplicemente cercare on-line, nei mercatini o nei negozi che preferite una sedia, un pouf, uno sgabello, un tavolino particolari, che siano in contrasto con lo stile della stanza, o che abbiano più funzioni.

Infine, se volete spendere davvero poco, comprate un paio di semplici cuscini  rigorosamente spaiati, o appariscenti: che ci crediate o no, in un contesto totalmente differente creano un piacevolissimo contrasto.

Cuscino Puoi di Maisons du Monde
Cuscino Puoi di Maisons du Monde  (la fodera costa € 13,99)
Il cuscino puoi in un ambiente dallo stile esotico e coloniale, anzichè sembrare fuori luogo, crea un gradevolissimo accento di colore.
Il cuscino Puoi in un ambiente dallo stile esotico e coloniale, anzichè sembrare fuori luogo, crea un gradevolissimo accento di colore.
Le sedie Bamako (€ 89,99 la coppia) di Maisons du Monde sono retrò e etniche al contempo. Perfette da "sdoppiare", magari ai due lati opposti della stanza.
Le sedie Bamako (€ 89,99 la coppia) di Maisons du Monde sono retrò e etniche al contempo. Perfette da “sdoppiare”, magari ai due lati opposti della stanza.
Il Tavolino Bastoncini di legno di Zara Home (€ 89,90) è in perfetto stile coastal, che si potrebbe inserire come oggetto di contrasto su uno stile moderno-chic.
Il Tavolino Bastoncini di legno di Zara Home (€ 89,90) è in perfetto stile coastal, che si potrebbe inserire come oggetto di contrasto su uno stile moderno-chic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo sgabello Ikea PS 2014 ha, come tutta la linea Ikea PS 2014, stile essenziale e due colori. In più la parte inferiore di illumina a led, senza bisogno di collegarlo alla corrente! Davvero kitch, potrebbe essere l'oggetto divertente di un sobrio living moderno.
Lo sgabello Ikea PS 2014 (€ 49,90, da IKEA) ha, come tutta la linea Ikea PS 2014, stile essenziale e due colori. In più la parte inferiore si illumina a led, senza bisogno di collegarlo alla corrente! Davvero kitch, potrebbe essere l’oggetto divertente di un sobrio living moderno.
Sgabello Bobina Docks di Maisons du Monde (€ 79,90) è un'idea superlativa, che si può sposare con qualunque stile, mettendosi sempre in contrasto, soprattutto in un delicato ambiente shabby-chic.
Sgabello Bobina Docks di Maisons du Monde (€ 79,90) è un’idea superlativa, che si può sposare con qualunque stile, mettendosi sempre in contrasto, soprattutto in un delicato ambiente shabby-chic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in questo articolo:

www.maisonsdumonde.com

www.zarahome.com

www.ikea.com

Edith Wharton docet

“Usando un po’ di buonsenso… è possibile creare una grande varietà nella decorazione delle stanze senza perdere di vista lo scopo per il quale sono state progettate… quanto più questo scopo viene espresso in ogni dettaglio della stanza, tanto più questa sarà gradevole. Così, una stanza dalle pareti intonacate, dai mobili di semplice legno di pino e dai tendaggi di cotone sarà più bella, perchè più logica e armoniosa, di un salone da ballo rivestito di ori e di marmi nel quale siano state ignorate le leggi della logica e del ritmo.”

Questo scriveva a fine ‘800 Edith Wharton ne “La decorazione della casa”, il suo primo libro (oggi edito da Elliot per la notevole -ma ben guadagnata- cifra di € 30) scritto a quattro mani con l’architetto Ogden Codman Jr. La prima donna a vincere il Premio Pulitzer (nel ’21, con “L’età dell’innocenza“, da cui Scorsese ha tratto l’omonimo film-capolavoro), ha esordito con un saggio in cui sfoggia la sua notevole cultura, la sua arguzia, il suo senso dell’umorismo, e soprattutto il suo impeccabile buon gusto.

Da allora, questo saggio è rimasto uno dei pilastri nella cultura dell’architettura e arredo d’interni, poichè ne ha codificato, mettendole nero su bianco, le regole base.

-Buonsenso

-Buon gusto

-Logica

-Ritmo

-Armonia.

Questo è l’ABC di Edith Wharton e, lasciatemelo dire, dovrebbe esserlo anche di qualunque designer e arredatore. O anche semplicemente di chi, come me e voi, si appresta a trasformare il proprio microscopico appartamento.

Alla base di tutto, dunque, sta l’osservazione dell’architettura, della struttura della casa in genere e delle singole stanze in particolare. Quindi, la scelta di uno stile che, qualunque sia, va seguito con rigore, applicato con logica e buonsenso, in modo da creare un unicum armonioso tra architettura e dettaglio, tra stanza e singolo oggetto.

Teoricamente, seguendo queste poche indicazioni, il nostro miniappartamento potrebbe riuscire “più bello, perchè più logico e armonioso” della pacchiana villona di un milionario. E vi dirò che ci credo, eccome. Dopotutto, il buongusto non si può comprare…

A questo proposito, non mi pento delle idee che ho avuto per il Mio Microappartamento: le dimensioni minuscole e la presenza di un’unica porta-finestra ad illuminarlo (il bagno ha la sua finestra, ma ovviamente non può contribuire ad illuminare il resto della casa), rende totalmente necessario (buonsenso) che le pareti siano bianche (abbiamo già visto che in realtà saranno tinteggiate in lino grigio chiaro…), pavimento in gres bianco, soffitti bianchi.

Ma a spezzare la monotonia di questo non-colore, ecco una parete rivestita di carta da parati a fantasia legno-anticato-sbiancato, come questa (buon gusto):

legno sbiancato

La palette cromatica, come già vista, sarà un’armonica fusione di toni pastello e beige neutri, con accenti di azzurro e celeste (armonia):

Sedia Margaux a righe beige, talpa e celeste, da Maisons du Monde (€ 69,98)

Maisons du Monde

Divano letto Elliot a due posti, con fodera a righe beige, da Maisons du Monde (€ 309,98)

Ebbene si, nel mio miniappartamento riuscirò a fare entrare pure un divano letto!

P.S: che si chiama “Elliot”, come la Casa Editrice del libro della Wharton… mumble mumble… segno del destino?!?

L’idea al centro

E così, si parte!

All’origine di tutto, c’è sempre un’idea. Anzi: l’ Idea (con la I maiuscola).

E così deve esserci anche quando si arreda una casa.

Avevo tantissime idee ingarbugliate nella mente, quando pensavo alla mia Microcasa: colori, mobili, quadri… il tutto, a turno, entrava e usciva dai miei progetti e dai miei schizzi.

Finchè non si è manifestata l’Idea, quella con la I maiuscola, quella attorno alla quale girerà ogni cosa e sulla quale prenderanno forma colori, tessuti, materie e atmosfera.

Per me questa Idea è stato un quadro,questo:

cropped-blues-come-through1.jpg

L’ho visto e mi ha folgorata. “Blues come through”.

Ci pensavo notte e giorno, giorno e notte. Senza volerlo, lo visualizzavo già su una parete ben precisa della mia Microcasa. Doveva essere mio!!! E alla fine (beh… la lotta con me stessa e il mio portafogli è durata una settimana, a onor del vero, non molto… -_- ) l’ho comprato. All’ultimo giorno utile dell’offerta su Dalani.

140 cm di larghezza per 80 d’altezza.

Una dimensione importante, per una casa tanto piccola! E infatti sarà pressocchè l’unico quadro che vi appenderò, temo…

Ma è la mia Idea.

Quella che ha originato la palette di colori giusta, questa:

palette giorno

colori che ho sentito subito miei, che mi fanno pensare a “casa”: dal beige, al tortora, al talpa, fino ad un celeste puro, per terminare con la calda texture del rattan dei cestini di una panca e delle librerie.

Dalla palette, ai colori dell’intonaco, che, date le dimensioni della mia microcasa, dovrà essere obbligatoriamente BIANCO, o comunque molto chiaro. Ma il mare e il rattan mi han fatto pensare ad una pittura da pareti che avesse un effetto tattile, e così ho scoperto la pittura murale decorativa effetto lino grigio chiaro da Leroy Merlin:

pittura effetto lino grigio

Tutta la mia microcasa avrà l’atmosfera di una bianca, semplice e luminosa casetta al mare.

E ogni mattina mi sveglierò in vacanza, guardando il “blu che viene attraverso” il muro, a me.