Fiat Lux!

Una buona illuminazione va considerata un presupposto indispensabile dello stile” ci spiega Deborah Needleman nel già citato libro “La casa deliziosamente imperfetta“.

Credo che tutti noi possiamo ammettere quanto sia indispensabile, se non allo stile quantomeno ad un sensato vivere civile, una corretta illuminazione degli ambienti. E personalmente credo che sia fondamentale “programmarla” soprattutto in un miniappartamento, le cui dimensioni ridotte rendono primaria e imperativa una buona illuminazione per evitare a tutti i costi l’effetto-cantina che inevitabilmente un luogo piccolo e buio rischia di comunicare.

Innanzitutto, la luce naturale:  prima di arredare casa, disporre i mobili e tutte le vostre cianfrusaglie, perdete un po’ di tempo a valutare le dimensioni delle vostre finestre e la loro collocazione. Ad esempio, quelle della mia microcasa  sono due (nell’immagine sotto, in giallo): una piuttosto grande in bagno, e una portafinestra finta (perchè non dà su un balcone: è semplicemente una finestra lunga fino al pavimento con ringhiera protettiva) per il resto del locale. E’ una benedizione, perchè oltre ad essere grande, è affaccia a sud, garantendo una buona e persistente illuminazione naturale dell’ambiente per la maggior parte della giornata e del tempo dell’anno.

Piantina con cucina a U e zona soggiorno.
Piantina con cucina a U e zona soggiorno.

Ciò mi permetterà di avere una cucina sempre ben illuminata e una zona soggiorno adiacente anch’essa inondata di luce per la maggior parte del tempo.

Ma non sempre c’è il sole. Che fare quando scendono le tenebre?

Come disporre correttamente le nostre fonti luminose affinchè creino un’atmosfera accogliente?

Tutti gli arredatori ed interior designer sono unanimi in proposito: perchè una stanza risulti visivamente piacevole deve essere dotata di diversi tipi di punti luce, e ciascuno di intensità differente. L’arredatrice India Mahdavi si spinge a dare i numeri, sempre dispari: sette punti luce per 30 metri quadri, cinque per 20 metri quadri e così via.

Gli arredatori non amano particolarmente  i lampadari a soffitto (Deborah Needleman lo definisce “una spada di Damocle”) e se proprio dobbiamo utilizzarne uno, allora mettiamolo in una posizione decentrata e che sia strano, originale e dotato rigorosamente di varia-luce in modo da evitare l’effetto-interrogatorio quando se ne viene inondati.

Lampadario "Egg of Columbus" by Seletti. In cartone riciclato, costa circa € 30.
Lampadario “Egg of Columbus” by Seletti. In cartone riciclato, costa circa € 30.
Lampada "Lagos" di Maisons du Monde, € 189.90.
Lampada “Lagos” di Maisons du Monde, € 189.90.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ inoltre un bene variare il tipo e l’intensità dell’illuminazione a seconda degli ambienti. L’ingresso dovrebbe trasmettere una sensazione di ospitalità, è quindi bene prediligere una illuminazione calda ma non troppo forte, possibilmente data da lampade da tavolo o da applique.

Ingresso con consolle, specchio e lampada da tavolo. Lo spazio sotto la consolle è stato piacevolmente riempito da una serie di contenitori a forma di valigie vintage.
Ingresso con consolle, specchio e lampada da tavolo. Lo spazio sotto la consolle è stato piacevolmente riempito da una serie di contenitori a forma di valigie vintage.
Se avete lo spazio, posizionate due lampade simili ma di altezze diverse una vicina all'altra: questa sistemazione insolita darà una valenza quasi sculturale all'insieme, rendendolo unico.
Se avete lo spazio, posizionate due lampade simili ma di altezze diverse una vicina all’altra: questa sistemazione insolita darà una valenza quasi sculturale all’insieme, rendendolo unico.

Inoltre, una lampada costituisce il perfetto punto di partenza per predisporre gli oggetti su un tavolino o una consolle, prendendo spunto dal suo colore, dal suo materiale e dalla sua altezza. Prediligete le “lampade di una volta”, ovvero quelle formate da una base a forma di vaso e con un paralume fissato sopra. Sbizzarritevi con i paralumi, ne esistono tantissimi di svariate forme e colori, di carta o di stoffa, da quelli più economici dell’Ikea a quelli che potete farvi fare (o farvi da soli) su misura da un tappezziere o acquistando la stoffa che più vi piace. Insomma, le lampade da tavolo sono talmente decorative che fanno arredamento anche senza accenderle, se non  altro perchè, con la loro linea verticale, “spezzano” quelle orizzontali della maggior parte dei mobili.

Per quanto riguarda la cucina invece, è necessario che sia sempre ben illuminata, affinchè non vi affettiate un dito mentre tagliate l’insalata per la cena! L’illuminazione a led, oltre ad essere a basso consumo energetico, tende a diffondere una luce più fredda, che è migliore per cucinare rispetto alle luci calde (tipiche delle lampadine ad incandescenza, ad esempio), che potrebbero alterare la percezione dei colori dei cibi che si stanno preparando. E’ inoltre importante che tutta la cucina sia ben illuminata e a questo proposito trovo ottimale la soluzione del controsoffitto con faretti spot direzionabili. Di per sè, i lavori per la creazione di un controsoffitto non sono nè troppo onerosi, nè troppo difficili da effettuare, e dovendolo usare esclusivamente per posizionare dei faretti, non porta via troppi centrimetri, al massimo una dozzina.

Il controsoffitto, inoltre, ha il notevole pregio di delimitare visivamente gli spazi: in un miniappartamento in cui è sconsigliabile erigere pareti o usare mobili troppo alti per delimitare gli spazi (perchè incomberebbero sull’ambiente, rendendolo claustrofobico), un controsoffitto sulla zona-cucina aiuta a delimitare visivamente la zona, con un gradevole effetto estetico e senza aver creato alcun tipo di “barriera”.

Esempio di controsoffitto con faretti spot a led.
Esempio di controsoffitto con faretti spot a led.

Infine, trovo indispensabili le illuminazioni sottopensili: oltre ad aiutare a vederci meglio mentre si utilizzano quegli spazi, una volta finito di cucinare si possono lasciare accese solo quelle, spegnendo l’illuminazione a soffitto, in modo da creare una zona in penombra sicuramente gradevole e quasi romantica…

Esempio di illuminazione sottopensile.
Esempio di illuminazione sottopensile.

Passando alla zona soggiorno, io trovo che sia fondamentale riuscire a ritagliarci un angolino relax, se non con un divano (viste le dimensioni delle nostre microcase), per lo meno con una poltrona. E cosa c’è di meglio di una lampada vicino a questa poltrona?!? Se non abbiamo lo spazio per un tavolino di servizio su cui posare una bella lampada da lettura, allora usiamo una lampada da terra, che oltretutto dona varietà d’altezza all’ambiente. La sua altezza è minore di quanto si pensi: il suo paralume dovrebbe stare sotto il livello degli occhi di chi sta seduto in poltrona, in modo da illuminare la pagina del libro che si sta leggendo, e non la faccia di chi legge.

Twiggy di Foscarini è un cult del design.
Twiggy di Foscarini è un cult del design.
Per tasche meno fornite, bella e vagamente retrò la lampada sferica Pop arancione di Maisons du Monde (€ 79,90)
Per tasche meno fornite, bella e vagamente retrò la lampada sferica Pop arancione di Maisons du Monde (€ 79,90)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se siete dei pianificatori compulsivi come me e, ancor prima di arredare casa, vi siete posizionati i mobili sulla piantina, allora saprete già anche dove mettere la vostra lampada da terra; fate dunque in modo di avere una presa vicina, oppure di riuscire a mimetizzare i cavi a dovere, se non altro per non rischiare di inciamparci e rompervi la testa!

In camera da letto eviterei ad ogni costo la luce a soffitto: il lampadario in mezzo alla camera da letto è fastidioso e poco utile perchè raramente vi dovrebbe servire una forte fonte di luce in questo genere di stanza. Per cercare la borsetta da sera rintanata in un angolo del guardaroba è assai più utile una serie di faretti a led interni all’armadio (o una torcia elettrica) piuttosto che una plafoniera sul soffitto!

Sistemate dunque più punti luce nei luoghi strategici: 1) ovviamente, le abat-jour sui comodini (se avete i comodini: abat-jour rigorosamente spaiate, anche se di altezze simili, sono molto più chic delle abituali “coppie”) dotate di varia-luce, per aumentare l’intensità quando volete leggere, e diminuirla quando… avete altro da fare… oppure una applique con braccio estensibile se non avete lo spazio per un comodino;  2) una lampada da tavolo piuttosto forte sulla consolle che usate come scrittoio o per lavorare col pc, o per farvi la manicure, meglio ancora se ancorata al piano di lavoro con un morsetto, in modo da non occupare spazio vitale; 3) una illuminazione per lo specchio lungo appeso al muro (se non avete le ante a specchio del guardaroba, che personalmente odio): basta posizionarci sopra un’applique tubolare per illuminare i quadri, oppure l’applique con pannello Gyllen di Ikea, in orizzontale; 4) una serie di applique su una o due pareti libere, che emanino una luce calda sopra e sotto, oppure se non avete mobili alti fino al soffitto, potete posizionare una serie tubolare di luci a led sopra di essi, in modo che la luce si rifletta sul soffitto creando un’atmosfera intima e rilassata. Accendendo di volta in volta una o più di queste fonti di luce, la stanza apparirà più intima, accogliente e riposante.

Applique con braccio estensibile "Cologne" di Maisons du Monde (€ 89,90)
Applique con braccio estensibile “Cologne” di Maisons du Monde (€ 89,90)
Lampada da tavolo con morsetto Kiev Blu di Maisons du Monde (€ 39,90)
Lampada da tavolo con morsetto Kiev Blu di Maisons du Monde (€ 39,90)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esempio di applique in cui il fascio di luce esce sia da sopra che da sotto.
Esempio di applique in cui il fascio di luce esce sia da sopra che da sotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ribba di Ikea si aggancia direttamente al quadro (o allo specchio) ed è a Led (€ 29,90)
Ribba di Ikea si aggancia direttamente al quadro (o allo specchio) ed è a Led (€ 29,90)

 

 

 

 

 

 

 

Esempio di luci posizionate sopra l'armadio.
Esempio di luci posizionate sopra l’armadio.

Insomma, giocate con la luce. Utilizzate sempre più fonti luminose, e se proprio vi piacciono i lampadari, utilizzateli con discernimento, ricordandovi sempre che le sospensioni, come i tappeti, definiscono nettamente una zona concentrandovi l’attenzione, e che quindi dovrebbero avere uno scopo ben preciso, come quello di illuminare una zona di lavoro o un tavolo da pranzo. In quest’ultimo caso, prediligete una serie di sospensioni simili, o una a grappolo.

Un esempio di una serie di sospensioni sul tavolo da pranzo, uguali, ma di dimensioni e posizionate ad altezze diverse, creano un piacevole effetto movimentato e azzerano l'effetto-interrogatorio di un unico lampadario.
Un esempio di una serie di sospensioni sul tavolo da pranzo, uguali, ma di dimensioni e posizionate ad altezze diverse, creano un piacevole effetto movimentato e azzerano l’effetto-interrogatorio di un unico lampadario.

Ma in nessun caso affidatevi esclusivamente ad un lampadario centrale per migliorare l’aspetto di una stanza: ricordatevi la “spada di Damocle” che incomberebbe sulle vostre teste!

Per questo post ho consultato anche l’eccellente “Enciclopedia dell’ Illuminazione” edito da Il Castello.

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