Tanto per iniziare…

Mi sono appena accorta che non ho mai parlato dei “fondamentali”.

Son partita parlando di libri, colori, arredamento, idee salvaspazio e così via, ma non ho mai speso una parola su “da dove si comincia con l’arredare un miniappartamento?” .

Beh, se non abbiamo voglia (e soldi) da spendere con un arredatore o un “interior designer” che dir si voglia, allora qualche consigliuccio bisogna darcelo. E forse qualche informazione, fino ad ora, in realtà è stata data. Ma cerchiamo di organizzarle meglio, in maniera ordinata e programmatica.

Sono dell’opinione che in questa impresa, come in qualsiasi lavoro, l’ordine e le regole siano fondamentali.

  1. Quindi, innanzitutto, procuratevi una planimetria della vostra microcasa. Se siete proprietari, dovrebbe essercene una  all’interno di quel faldone polveroso pieno di scartoffie che avete firmato al momento del rogito o quando avete sottoscritto il mutuo, e che avete sepellito in fondo ad un armadio buio e tempestoso. RECUPERATELA. Se siete dei semplici inquilini potete procurarvela nel modo più pigro -chiedendola al vostro padrone di casa, che a sua volta dovrà recuperarla nel modo sopra descritto- oppure nel modo un po’ più avventuroso, andando cioè al Catasto del vostro Comune. Con una delega del proprietario dell’immobile, o affidandovi ad un tecnico, andate in Catasto a richiedere l’Estratto di Mappa relativo al vostro indirizzo. Dall’Estratto di Mappa si ricavano il Numero del Mappale ed eventuali Sub con cui richiedere la planimetria dell’appartamento. L’intera procedura non è gratuita (i costi variano a seconda del Comune e se vi affidate o meno ad un professionista, ma partono da una base di almeno 50 Euro per la semplice richiesta della planimetria) ma è altamente raccomandata: con una planimetria in mano sarà sicuramente più semplice pianificare i vostri lavori, spostamenti e posizionamenti di mobili. Se vi affidate ad un arredatore o architetto d’interni, tale planimetria sarà OBBLIGATORIA. Ricopiatela (magari ricalcandola su un foglio-lucido) o fatene più copie: avrete la possibilità di sbizzarrirvi con le vostre idee di arredamento!
  2. Ora, con la vostra planimetria in mano, fate un sopralluogo nel vostro miniappartamento per rilevare e segnalare sulla planimetria colonne, sporgenze nei muri, e soprattutto dove sono collocati scarichi dell’acqua, le prese elettriche e i punti luce. E’ fondamentale saperlo per farvi un’idea su dove collocare la cucina economica, il lavello, gli elettrodomestici, ma anche per sapere in anticipo dove potreste mettere un tavolino con sopra una lampada da lettura, o il comodino, oppure se è fattibile fare una derivazione per un’applique da parete. In uno spazio ristretto come quello di un miniappartamento è VITALE poter sfruttare al meglio la luce naturale e posizionare perfettamente quelle artificiali e ogni presa è ORO! Pensate che guaio se prendete le misure per una bella parete attrezzata lunga tre metri e quando l’andate a montare, scoprite che proprio e solo su quella parete ci sono le prese di corrente e che verrebbero coperte dal vostro monumentale acquisto! NON POSSIAMO PERMETTERCI ERRORI DI QUESTO TIPO!
  3. Ora che avete presente la disposione dello spazio nel vostro miniappartamento, pensate immediatamente al colore di pavimento e pareti. In genere, difficilmente si rifà completamente un pavimento: a meno che non sia particolarmente vecchio e brutto, cerchiamo di tenerci quello che c’è. Innanzitutto, può essere tranquillamente coperto per la maggior parte da tappeti o pedane, e poi ci sono soluzioni di rivestimento in pvc o vinile molto pratici e abbastanza economici che, senza smantellare il pavimento esistente e rinunciando a qualche centrimetro di altezza, ci fanno avere una pavimentazione completamente nuova e differente! Ma di questo parleremo altrove… In base, quindi, al colore e al materiale del vostro pavimento, pensate a come tinteggiare le pareti. Vi consiglio di privilegiare colori neutri e chiari per le pareti più estese, mentre per porzioni di pareti più piccole, o per il bagno o l’ingresso (zone di transito o in cui non spendete la maggior parte del vostro tempo) potete anche sbizzarrirvi con tinte più forti, colori più caldi o scuri. Ma a questo proposito, mi sento di spezzare una lancia in favore della carta da parati che è tornata di moda: piuttosto che dipingere una parete, per quanto piccola, del vostro rosso preferito, o di un verde intenso o un giallo canarino, colori che poi, quando ve ne sarete stancati, vi faranno sudare le proverbiali sette camicie per farsi scartavetrare via dal muro, usate della carta da parati, magari con fantasie originali ed eccentriche. Quelle attuali si applicano molto più facilmente rispetto a quelle degli anni ’70, e quando si devono sostituire sono meno faticose da togliere perchè lasciano meno residui collosi  (oppure, più pigramente, potete applicarcene sopra un’altra, o ridipingerla addirittura!). Alcuni rivenditori hanno carte da parati bellissime e sorprendenti, come l’inglese MissPrint o la francese Elitis:
Carta da parati "Saplings" turchese e oro di MissPrint (rotoli da 52cm x 10m £59,95)
Carta da parati “Saplings” turchese e oro di MissPrint (rotoli da 52cm x 10m £59,95)
Carta da parati "Poppy Blush" di MissPrint (rotoli da 52cmx10m £59,95)
Carta da parati “Poppy Blush” di MissPrint (rotoli da 52cmx10m £59,95)
Carta da parati "Eldorado - Ateliér d'Artiste" di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)
Carta da parati “Eldorado – Ateliér d’Artiste” di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)
Carta da parati "Parade - Bazar" di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)
Carta da parati “Parade – Bazar” di Elitis (rotoli da 1mx10m, prezzo su richiesta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4. Per stabilire i colori delle vostre pareti e della vostra microcasa in generale potete basarvi, oltre che su quello del pavimento, anche su un’idea ispiratrice, come lo è stato per me il quadro di cui ho parlato nel post “L’idea al centro”. Quel quadro, che rappresenta una vista sul mare, mi ha fatto immediatamente pensare ad una palette di colori neutri, che variano dall’avorio, al tortora con punte di azzurro, celeste o turchese.  Ad esempio, avete ereditato una vecchia libreria di ferro e vetro che il vostro papà teneva in ufficio. Potete adottare uno stile “industrial”: questo stile è molto di moda, e privilegiando mobili fatti di metalli vari e dalle linee minimaliste, anche quando sono bruniti o scuri non risultano comunque pesanti e opprimenti. Per le pareti potrete adottare delle semplici tonalità di bianco, tanto saranno i mobili fuori dal comune ad attrarre lo sguardo! Scegliete anche qualche pezzo con del vetro (un tavolino, o una vetrina) e mettete qualche specchio, e la vostra razione di luce ve la sarete guadagnata!

Un esempio di arredamento "industrial" di Maisons du Monde.
Un esempio di arredamento “industrial” di Maisons du Monde.
Tavolino Rouage nero di Maisons du Monde (€ 349,90)
Tavolino Rouage nero di Maisons du Monde (€ 349,90)
Vetrina Fabrikor di Ikea (€ 179)
Vetrina Fabrikor di Ikea (€ 179)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia idea di partenza è stata una folgorazione, un lampo a ciel sereno: dovrebbe essere così anche per la vostra idea al centro. Altrimenti, affidatevi al semplice buonsenso! Se ad esempio avete un bel pavimento di parquet scuro, vi consiglio pareti bianche o tuttalpiù panna, avorio o grigio-perla per riflettere al massimo la luce naturale (visto che le povere pareti, in questo compito, non saranno sicuramente aiutate dal pavimento!), e per l’arredamento di stare su una palette di colori freddi e chiari (azzurro, verde chiaro, lime) oppure caldi ma sempre chiari (giallo primula, rosa shabby), con accenti di colori più scuri e accesi per movimentare e rendere meno noioso l’insiame (rosso, arancione nel primo caso; viola o verde scuro nel secondo).

5. Una volta pitturate le pareti e scelto lo stile della vostra casa, credo che la prima cosa in assoluto da stabilire sia dove mettere la cucina (e in genere è una scelta obbligata: gli attacchi di gas e acqua sono difficili e costosi da spostare!) e scegliere la zona-letto. Nel mio caso, ho sfruttato l’andatura a L della mia microcasa e scelto di collocare la zona notte nella gambina corta della L, separandola il meglio possibile dal living-cucina.

Piantina Microappartamento
Piantina Microappartamento
Particolare della piantina con evidenziata la zona-notte.
Particolare della piantina con evidenziata la zona-notte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho fatto questa scelta perchè ho deciso, fin dall’inizio, di avere un letto queen size (140cm di larghezza) FISSO, e di non ripiegare su una soluzione salvaspazio come divano-letto o letto a ribalta (vedi l’articolo “Letto che scompare o letto che non è un letto?”) che mi avrebbe costretta tutte le sere ad aprire il letto, e tutte le mattine a richiuderlo (son pigra, lo so). Questa scelta mi ha tolto inevitabilmente uno spazio-studio o spazio-salotto che avrei potuto rendere assai più grande, in favore di una vera e propria (anche se piccola) camera da letto. Al posto mio molti di voi avrebbero fatto altrimenti, e siete liberissimi di farlo: è una questione di priorità! Arredate la vostra casa secondo le vostre esigenze, non seguendo i consigli di qualcun altro che, in casa vostra, non abiterà mai!

A dire il vero esisterebbe una soluzione “di mezzo” che non ho potuto realizzare perchè costosa, ed è il soppalco. NON questo soppalco, che francamente non saprei come rifare il letto e mi verrebbero le vertigini a salire e scendere dalla scaletta (ma è un limite mio, eh! Se piace a voi, liberissimi di comprarlo!):

Struttura per letto a soppalco "Stora" di Ikea (cm 140x200, € 239)
Struttura per letto a soppalco “Stora” di Ikea (cm 140×200, € 239)

Ma QUESTO soppalco, regolabile elettricamente in altezza (cioè, hai un telecomando che fa salire e scendere il soppalco, e comodi e larghi gradoni per salirci):

Letto a soppalco "Rising" di Cinius (circa € 5.700, ora in offerta a € 3.200)
Letto a soppalco “Rising” di Cinius (circa € 5.700, ora in offerta a € 3.900)

Ecco, QUESTO è un signor soppalco, che anche una personcina pigra come me vorrebbe avere!

Avete scelto, quindi, dove mettere letto e cucina?

Bene, abbiamo allestito la scena e siamo pronti a salire su palco!

Ora possiamo iniziare ad arredare il nostro miniappartamento!

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